sabato 18 ottobre 2014

Recensione Anna Karenina

Buon Sabato a tutti cari lettori!
Questa mattina ho pensato a cosa potervi proporre come mia prima recensione e cercando qualcosa che mi convincesse fra i miei libri, ho trovato Anna Karenina, uno dei miei romanzi preferiti.

Titolo: Anna Karenina
Autore: Lev Tolstoj
Genere: Letteratura russa, romanzo d'amore
Data di pubblicazione: 1877
Pagine: 704
Editore: Newton Compton Editori
Collana: Grandi Tascabili Mammut
Prezzo: 9,90

Trama:
Combattuta tra l'amore per il figlio, il vincolo matrimoniale e la passione per un altro uomo, Anna Karenina sarà travolta da un conflitto tanto drammatico da trascendere i confini del personaggio per divenire emblematico. Una tragedia che la accomunerà ad altre tormentate figure, come Madame Bovary, per citare la più famosa. Ispirandosi con inconfondibile potenza creativa a un fatto di cronaca, Tolstoj trasfuse in Anna Karenina l'ansia e il desiderio di chiarezza etica che dominarono la sua vita. Costruito con un raffinato gioco d'incastri narrativi, e tuttavia con la consueta scorrevolezza stilistica dei capolavori tolstojani, il romanzo presenta una bruciante problematica morale, lasciando al lettore il giudizio definitivo.




Avviso spoiler

Il mio pensiero:
Anna Karenina è un libro dal quale sono sempre rimasto affascinato (l'avevo sentito nominare da qualche professore) e, un giorno, mentre stavo vagando in libreria come uno spirito errante, lo vidi. Era lì, su quello scaffale, che mi aspettava. E' stato amore a prima vista.
Ricordo di averci messo un po' di tempo a leggerlo (circa un mese) a causa di numerosi impegni, ma la mia attrazione per questo non è mai venuta meno.

Nonostante si paragoni spesso il romanzo ad altre famose opere ottocentesche sull'adulterio come La lettera scarlatta, La presidentessa o Effi Briest, nessuna di queste possiede la straordinaria articolazione struttrale di Anna Karenina. Uno degli strumenti maggiormente usati dall'autore sono, infatti, gli excursus, delle digressioni in cui si dimostra un abilissimo "direttore di orchestra" riuscendo a scrivere intere pagine circa pettegolezzi, litigi, delusioni, problemi sociali, filosofia e religione dando, allo stesso tempo, un ritratto della società russa ottocentesca.

Nel romanzo si alternano le vicende di quattro diverse coppie che incarnano in sè tre diversi gradi dell'amore, tre diverse forme dello stesso sentimento.
Il primo grado è rappresentato dalle coppie Stiva-Dolly e Anna-Karenin dove gli individui corrispondono al vincolo legale, a degli affetti fondati su convenienze e compromessi reciproci. Questo è un amore asettico, determinato da educazione e circostanze dove il giudizio della società è essenziale e di vitale importanza. Dalla parte opposta, troviamo una passione proibita e feroce come quella scoppiata tra Anna e Vrònskij che apre una guerra contro le convenzioni in nome di questo legame e che finirà per travolgere i personaggi. Nel mezzo vi è, invece, l'amore sincero di Kitty e Levin che si sviluppa tra momenti di timidezza e impeto, tra la vita di campagna e quella dell'alta società, tra i silenzi della felicità e quelli della solitudine.

Durante lo svolgimento della vicenda assistiamo a un'evoluzione del personaggio di Anna: dalla donna altolocata ammirata dal mondo intero giunge al soliloquio finale e sconnesso che la porta a compiere un ultimo e definitivo atto, il suicidio.
All'inizio della storia la osserviamo arrivare a Mosca in soccorso del fratello Stiva per cercare di convincere la moglie Dolly a perdonare il tradimento dell'uomo. Nel frattempo, la sorella della donna, Kitty, rifiuta la proposta di matrimonio di Levin, altro personaggio centrale del racconto, aspettando la stessa richiesta da parte dell'ufficiale Vrònskij. In seguito, durante un ballo, quest'ultimo incontra Anna e inizia a nascere fra i due un'attrazione che però ella decide subito di troncare tornando a San Pietroburgo dal figlio Sereza e dal marito Karenin. Il soldato, però, la segue e, alla fine, Anna cede alle sue attenzioni. La passione li travolge e vengono a crearsi una serie di problemi per la protagonista (la lontananza dal figlio, il giudizio della società, una seconda figlia, il divorzio dal marito...) che la portano all'atto finale di gettarsi sotto un treno.

Questo particolare gesto è ciò che ha ispirato l'autore: egli partendo da un fatto di cronaca del tempo è riuscito a costruirci intorno una storia ricca di intrighi e passioni. La descrizione di questa scena è però straordinariamente distante e l'autore non sembra giudicare l'azione come positiva o negativa.
Se analizzando il personaggio di Levin che rappresenta la voce di Tolstoj nel racconto (uomo che aveva vissuto fino ad allora come ateo e che scopre la gioia di Dio lavorando nei campi con gli altri contadini) riscontriamo, alla fine della storia, una vittoria dal punto di vista morale, ma se lo paragoniamo col personaggio di Anna, la questione cambia. Nessuno dei due rinuncia all'autenticità: sono entrambi fedeli seguagi della sincerità. Ora, mentre l'uno trova un accordo con il mondo, l'altra apre un conflitto contro questo. Dov'è dunque la distinzione tra libertà e schiavitù? Il lettore si trova così da solo, soffocato da innumerevoli domande a cui solo egli può dare una risposta.

Voto:






4 commenti:

  1. È una recensione fatta davvero bene *--* cavolo!ed è soltanto la prima! Sei proprio portato nello scrivere ^^ sai che mi hai fatto venire voglia di leggerlo? Mi sa che nella prossima wish List lo inserirò XD

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  2. Ciao! Sono una nuova follower!
    Sto leggendo Anna Karenina in questo periodo è devo dire che mi ritrovo in quanto hai detto.. Bellissima recensione comunque! Seguirò il tuo blog molto volentieri!

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    Risposte
    1. Ciao e benvenuta! :D Ti ringrazio per il sostegno e spero che alla fine della lettura tu sia entusiasta di Anna Karenina tanto quanto me!

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  3. Il mio libro preferito senza ombra di dubbio. Complimenti per la recensione, l'ho trovata molto azzeccata per questa opera. Tolstoj è un vero maestro nel bilanciare le parti della grande passione di Anna con quelle più filosofiche di Lenin. Sono perfettamente d'accordo sullo scontro/incontro con il mondo che i personaggi devono affrontare. Mi sono iscritta al tuo blog, se ti va di dare un'occhiata al mio ne sarei molto felice :) Un abbraccio

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