domenica 27 novembre 2016

Quattro Parole Sul Finale di Gilmore Girls

Tutto è iniziato quando un anno fa lessi un commento su questo blog. Altri quattro episodi.
Non ci potevo credere. Da allora è iniziata la ricerca su Google che, in questi casi, è il mio miglior amico. Post su Facebook, tweet, foto pubblicate sulla pagina instagram, interviste, forum, teorie, spoiler, ipotesi, speculazioni. Improvvisamente c'era un giusto finale per una serie che mi aveva (per diversi motivi) catturato fin da bambino e che mi ha accompagnato nella mia adolescenza. È stato un ciclo continuo, stagione dopo stagione. Io e mia zia lo abbiamo guardato e riguardato, senza mai stancarci. L'atmosfera speciale di Stars Hollow, i suoi abitanti così particolari, il cibo spazzatura, i riferimenti pop (che ancora oggi non colgo del tutto), i libri, il cinema, i litigi genitori-figli, i momenti drammatici e quelli esilaranti. Tutto questo mi ha sempre messo di buon umore, non c'è stato un momento della mia vita in cui un episodio non mi abbia risollevato il morale. Ed è strano scrivere tutto questo perché è strano (o almeno lo è per me) affezionarsi tanto a una serie, a dei personaggi fittizi. Ma in fondo, se mi capita spesso con i libri, perché non dovrebbe succedere anche con questa serie tv? Sarà che forse i libri hanno una purezza intrinseca nelle loro pagine che rende tutto più mistico (vedi Lorelai in Summer e Fall). In quest'epoca allora di così tante serie e di così tanto Netflix, sono abituato ad appassionarmi a personaggi ed episodi, ma non li sento mai realmente vicini. Ciò che mi trasmette questo telefilm non è invece solo un momento di evasione, ma una calda coperta e una tazza di caffè bollente. Un tepore in cui amo perdermi.
In questo momento non mi sento in me, mi osservo dall'esterno e credo di essere una di quelle persone invasate che non vive per altro se non per carpire ogni dettaglio del suo unico motivo di vita. Forse (probabilmente) ciò che sto scrivendo è tremendamente stupido, ma lasciatemelo dire perché in fondo è la verità: sono profondamente legato a questi personaggi e anche se sto fantasticando e vedo di più di quello che c'è da vederci, preferisco continuare a sognare e rimanere positivo, ottimista e felice.

Da quell'annuncio l'attesa. Mesi, ogni tanto una sbirciatina sulle pagine ufficiali, poi gli impegni, l'università, ti passa di mente, ogni tanto ci ripensi, sorridi e aspetti. Poi arriva. 25 Novembre.
E allora segui un consiglio: goditele! Non guardarle tutte di fila.
E così Winter, li vedi, si muovono e parlano alla velocità della luce nello schermo davanti a te.
Come tutte le cose belle però, finisce. Troppo presto. Resisti alla tentazione, è già tardi.
Arriva il giorno dopo e la sera, quando tutti i doveri del giorno si dissolvono, ti concedi un momento per te stesso. Allora Spring, Summer e infine il migliore, Fall

Io ho amato questi quattro episodi e già da domani ricomincerò a guardarli. C'è da dire però che sicuramente non saranno un capolavoro, e sì, ci sono serie migliori, e sì, si poteva far di più, e sì, continuate a preferire Breaking Bad o Games of Thrones, ma non vi chiedo di compararli. Perché al posto di iniziare a denigrarli brutalmente non ce li si gode per quello che sono?
Un degno finale a una serie magnifica.

Prima di parlarvi della mia teoria riguardo al finale, vi avverto. Fino a questo punto non ci sono stati spoiler, solo il mio amore incondizionato per questa serie. Ora invece siete di fronte a un bivio: proseguire o meno nella lettura di questo post. Se non conoscete la serie, cosa state aspettando, andate a riprenderla immediatamente; se poi non avete ancora visto gli ultimi quattro episodi, allora siete pazzi, non perdete altro tempo. Se siete qua perché sconvolti dal finale allora sì, continuate tranquillamente a leggere. Lascio una pausa prima di continuare, perché mi fido della vostra buona intenzione di non spoilerarvi il finale, ma non mi fido dei vostri occhi, che spesso si posano involontariamente su cose che non avrebbero dovuto vedere, rubandovi il piacere della visione.
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Prima di tutto, sono felice del matrimonio di Lorelai e Luke, non mi aspettavo niente di meno. Ma tutti in fondo sappiamo perché siete arrivati fino a qui. Chi è il padre del bambino di Rory?
Sono abbastanza certo di una cosa: non lo scopriremo mai con certezza, non verrà mai detto. È come la trottola di Inception che continua a girare. È un finale appositamente aperto, così da creare suspense e invogliare le persone a commentare, confrontarsi.
Quello in cui credo è il cerchio della vita, come detto da Lorelai. Ci sono sempre stati parallelismi tra madre e figlia. Credo quindi che anche questa volta, e soprattutto in questa occasione, la situazione non sia diversa. Lasciamo perdere interventi esterni meno probabili (il fidanzato dimenticato da tutti e il Wookiee, così come la fecondazione artificiale). Dean, ovviamente, è escluso dalla lista. Jess, a malincuore, può essere depennato visto che non sembrano essersi neanche sfiorati. La scelta finale ricade così su Logan, un giovane e ricco e biondo Christopher. Scontato, può darsi, ma è la scelta più ovvia, visto che ci sono state diverse occasioni. Se mi immagino un finale post-finale, vedo una storia tra Rory e Jess, simile a quella tra Luke e Lorelai. (Nel corso delle stagioni anche i parallelismi tra zio e nipote non sono mancati). Il figlio sarà anche di un altro, ma lo sguardo di Jess carico di amore, emozione e pathos con cui osserva Rory dalla finestra dice molto. Non l'ha dimenticata. E non è un caso che proprio lui le sia stato così vicino in un momento critico della sua vita, aiutandola con l'idea del libro. Vogliamo poi parlare dell'incontro con il padre? Oltre a dare l'occasione a un altro attore importante della serie originale di apparire, è rilevante rispetto alla domanda su come sia stato per il padre lasciar crescere a Lorelai una figlia da sola e se sia stata la scelta giusta. Scelta che probabilmente dovrà prendere anche Rory. Così come la madre, anche Rory si è lasciato incantare dal ricco scapestrato, ma la persona speciale, quella che da qualche parte c'è per tutti secondo la madre, è Jess. Ne sono convinto. 

Questa è, secondo me, la teoria più probabile. Ma non verrà mai confermata del tutto, ne sono abbastanza certo. C'è già che ipotizza uno spin-off con Rory e Jess, ma credo sia alquanto infattibile. Gli attori sono andati avanti con le loro vite nel frattempo, e servirebbe la disponibilità di molti del gruppo del cast principale. Comunque, cosa più importante, non è quello che la Palladino aveva immaginato per la sua serie. Le ultime quattro parole "Mom, I'm pregnant" volevano volutamente lasciare non detto tutto questo. Malinconico, forse, ma corretto, sì. La vita non va sempre come si spera, non è tutto perfetto, ti arriva in faccia qualche "gancio" (cit.). Non si può in questi casi sperare che alla fine si riunisca la famigliola felice e che tutto vada a gonfie vele. Ci sono problemi e questioni irrisolte, ma come abbiamo visto per il caso di Lorelai, alla fine combattendo, si ottiene ciò che si vuole.

venerdì 25 novembre 2016

Leggendo e Rileggendo Carlos Ruiz Zafòn

Buonasera lettori,
questo è il primo di una serie di post che vedrete sul blog in questi giorni. Proprio tre giorni fa è uscito in Italia per Mondadori l'ultimo libro della serie "Il cimitero dei libri dimenticati" scritta Carlos Ruiz Zafòn: "Il labirinto degli spiriti". Sembra quindi l'occasione giusta per rileggere (o leggere, come nel mio caso) Zafòn e i suoi romanzi che sembrano aver lasciato molti lettori piacevolmente sorpresi e con il fiato sospeso.


Editore: Mondadori
Pagine: 832
Prezzo: 23,00 €
Ebook: 10.99 €


Trama: Barcellona, fine anni '50. Daniel Sempere non è più il ragazzino che abbiamo conosciuto tra i cunicoli del Cimitero dei Libri Dimenticati, alla scoperta del volume che gli avrebbe cambiato la vita. Il mistero della morte di sua madre Isabella ha aperto una voragine nella sua anima, un abisso dal quale la moglie Bea e il fedele amico Fermín stanno cercando di salvarlo. Proprio quando Daniel crede di essere arrivato a un passo dalla soluzione dell'enigma, un complotto ancora più oscuro e misterioso di quello che avrebbe potuto immaginare si estende fino a lui dalle viscere del Regime. È in quel momento che fa la sua comparsa Alicia Gris, un'anima emersa dalle ombre della guerra, per condurre Daniel al cuore delle tenebre e aiutarlo a svelare la storia segreta della sua famiglia, anche se il prezzo da pagare sarà altissimo. Dodici anni dopo L'ombra del vento, Carlos Ruiz Zafón torna con un'opera monumentale per portare a compimento la serie del Cimitero dei Libri Dimenticati. Il Labirinto degli Spiriti è un romanzo inebriante, fatto di passioni, intrighi e avventure. Attraverso queste pagine ci troveremo di nuovo a camminare per stradine lugubri avvolte nel mistero, tra la Barcellona reale e il suo rovescio, un riflesso maledetto della città. E arriveremo finalmente a scoprire il gran finale della saga, che qui raggiunge l'apice della sua intensità e al tempo stesso celebra, maestosamente, il mondo dei libri, l'arte di raccontare storie e il legame magico che si stabilisce tra la letteratura e la vita.



L'Autore: Carlos Ruiz Zafón è uno degli scrittori più conosciuti nel panorama della letteratura internazionale dei nostri giorni e l'autore spagnolo più letto in tutto il mondo dopo Cervantes. Le sue opere sono state tradotte in più di cinquanta lingue. Ha cominciato la sua carriera nel 1993 con un libro per ragazzi, Il Principe della Nebbia, che, insieme al Palazzo della Mezzanotte e alle Luci di settembre, forma la "Trilogia della Nebbia". A questa serie è seguito poi Marina. Nel 2001 ha pubblicato L'ombra del vento (Mondadori, 2004), il primo romanzo della saga del Cimitero dei Libri Dimenticati, che comprende Il gioco dell'angelo, Il Prigioniero del Cielo e Il Labirinto degli Spiriti: un universo letterario che si è trasformato in uno dei più grandi fenomeni editoriali dei cinque continenti. I suoi romanzi, in Italia, sono tutti pubblicati da Mondadori.

E mentre milioni di lettori ripercorrono con questo autore le strade di Barcellona, io vi segnalo anche tre eventi, nei quali avrete la possibilità di incontrare dal vivo l'autore.

Milano
4 Dicembre 11:00
Unicredit Papillon, Piazza Gae Aulenti

Orvieto
6 Dicembre 17:30
Palazzo dei Sette

Viterbo
6 Dicembre 21:30
Palazzo dei Papi

Ci vediamo presto con la prima recensione! ;)



sabato 17 settembre 2016

Recensione La Diciassettesima Luna

Buon sabato lettori!
Quest'oggi ho preparato la recensione di un libro che non vedevo l'ora di leggere da moltissimo tempo, ma ho preferito aspettare un momento libero e senza pensiero per godermi la lettura. La Diciassettesima Luna è il seguito de La Sedicesima Luna e fa parte della serie scritta da Kami Garcia e Margaret Stohl.


Titolo: La Diciassettesima Luna
Autore: Kami Garcia e Margaret Stohl
Genere: Paranormal romance, Urban fantasy
Data di pubblicazione: 24/01/12
Pagine: 484
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar Mondadori
Prezzo: 10,50 €

Trama: Credevo che il nostro paesino, sepolto nella boscaglia della Carolina del Sud, fosse il centro del nulla. Un luogo in cui non succedeva mai niente e in cui niente sarebbe mai cambiato. Poi mi innamorai di una Maga. Lei mi fece scoprire un altro mondo fra le crepe dei nostri marciapiedi sconnessi. Un mondo che era lì da sempre, nascosto in bella vista. La Gatlin di Lena era un luogo in cui le cose succedevano, eccome - cose impossibili, soprannaturali, che cambiavano la vita. Che le ponevano anche fine, a volte. Fino a qualche mese prima, pensavo che nulla sarebbe mai cambiato. Ora che ne sapevo di più, avrei tanto voluto che fosse stato così. Perché a partire dall'istante in cui mi ero innamorato di una Maga, nessuna delle persone a cui volevo bene sarebbe più stata al sicuro. Lena credeva di essere l'unica a essere maledetta, ma si sbagliava. Adesso la sua era diventata la nostra maledizione.

Il mio pensiero:
Ho aspettato un giorno per scrivere questa recensione dalla fine del libro e, a mente fredda, posso dire che non mi ha preso fino in fondo come avrei desiderato. Questo perché probabilmente mi aspettavo qualcosa di stupendo come il primo capitolo della serie, quando invece stavo leggendo un libro che   deve pur lasciar delle questioni in sospeso e delle porte aperte per i sequel. Ho letto la prima parte, divorato dall'ansia di sapere come sarebbe andata a finire la relazione tra Ethan e Lena. La Maga però sembra indecifrabile e inizia ad allontanarsi sempre di più dal Mortale. Quegli attimi stupendi passati nel corso dello scorso libro sembrano così distanti e irraggiungibili. Ethan ha sempre più domande, ognuna delle quali evitata da Lena. Minore è infatti la presenza della Maga in questo romanzo, nel quale scopriamo di più circa i legami di Ethan con il mondo magico. Uno dei pregi più grandi di questa storia sono i personaggi secondari che vengono conosciuti sempre meglio. Se nel primo libro l'attenzione si focalizza su Ethan e Lena, in quest'ultimo sono Link, Ridley, Amma e i vari familiari ad essere di supporto e sostegno ai due ragazzi. Compaiono poi due nuovi personaggi: un misterioso John Breed e una Galileo inglese di nome Liv. Ho amato in particolare quest'ultima e la sua personalità avventurosa e geniale. Non posso che adorare la coppia Lena/Ethan, ma vi confesso che spero in un happy ending per questa ragazza dai capelli biondi e dagli occhi azzurri. Ricompare poi una Ridley che sembra cambiata. Ma sarà vero?

Diciassette anni, diciassette lune
Negli occhi la Luce o Tenebrose sfortune,
Oro se è sì, verde se è no,
Diciassette e poi saprò...

Ovviamente dopo essere riuscita a evitare la Reclamazione della Sedicesima Luna, rimane sospesa la questione principale circa Lena: sarà una Maga della Luce o una Maga delle Tenebre? Per tutta la durata del libro, la ragazza sembra aver già preso la sua scelta, ma continua a inseguire un sogno. Il sogno di non essere giudicata e di non ferire nessuno.

Liv porta una ventata d'aria fresca e riesce a risollevare Ethan e a farlo sorridere. Almeno per un po'. Il ragazzo deve allora decidere se è veramente pronto ad amare Lena, nonostante i pericoli e la Magia, l'elettricità e i parenti matti o malvagi, le poesie sui muri e i ricordi dolorosi. Non preoccupatevi però non si tratta di un noioso triangolo amoroso, anzi tende ad essere un quadrilatero davvero burrascoso.

La parte che ho amato meno sono stati gli sbalzi d'umore e la conseguente assenza di Lena, ma cosa ci posso fare? Se così non fosse stato, i lutti, le delusioni, la sofferenza non sarebbero sembrate reali. Proprio in nome di questo realismo allora ho provato per buona parte del libro frustrazione e rabbia. Man mano che la situazione diventa più chiara però ho iniziato a divorare sul serio il libro. Forse sta anche in questo la bravura delle due autrici: coinvolgermi talmente tanto da scatenare in me delle emozioni così forti.

Voto:

mercoledì 14 settembre 2016

Pokemon Go Book Tag

Ehilà lettori!
Quest'oggi ho pensato di proporvi un tag e mentre leggevo qua e là alla ricerca di nuove idee mi capita sotto gli occhi il "Pokemon Go Book Tag" di Read at Midnight e beh, come rifiutarsi. Dovete sapere che i Pokemon sono stati, insieme ad Harry Potter, i fidati amici della mia infanzia (affiancati per un certo periodo ai Digimon). Vedere Ash conquistare palestre e avventurarsi in un vasto mondo mi ha sempre divertito e attratto. Per non parlare poi della sua amicizia con Pikachu, del team Rocket o dell'infinito numero di cloni di infermiere e poliziotte. Scoprire quest'app qualche giorno prima dell'uscita in Italia è stato per me come un ritorno di fiamma, ha riacceso il "fanciullino" pascoliano che è in me. Al di là delle critiche e delle solite discussioni del tipo "intontisce la società", "è tutto marketing", "è una moda passeggera", "vietiamolo", "è fatto male" etc etc, io ho accolto Pokemon Go più come una serie di ricordi calorosi, così come un qualsiasi oggetto o peluche a cui si può essere legati e che riconduce alla propria infanzia. Insomma, libri e Pokemon nella mia esperienza si sposano fin troppo bene e quindi eccoci. Gotta Catch'em All!





Il libro che ha dato il via all'amore per la lettura

Questa domanda l'ho trovata in molti tag e solitamente la mia risposta di getto oscilla tra Geronimo Stilton e Piccoli Brividi, ma questa volta ho pensato di rispondere con quella che è forse la mia prima vera serie fantasy (ma non ricordo se ho letto prima Harry Potter): Il magico mondo di Deltora di Emily Rodda. I viaggi di Lief, Barda e Jasmine hanno colorato la mia mente di magici luoghi e di strane creature da sconfiggere. Una volta tornato a casa da scuola, non vedevo l'ora di correre a leggere il prossimo capitolo.

Un classico che amerai per sempre

Sicuramente potrei dire Anna Karenina, David Copperfield, Dracula, Jane Eyre, ma, per darvi qualcosa di meno scontato, ne scelgo uno molto più corto, ma che non ha nulla da invidiare ai precedenti: Novella degli Scacchi di Stefan Zweig. Poche pagine di tensione, commozione, scontro psicologico con se stessi e con un mondo crudele, il dramma umano che emerge in tutte le sue sfaccettature... Gli scacchi sono il fine per andare ad analizzare la mente umana oppressa e, talvolta, sconfitta.


Un libro per cui ha perso interesse perché è letteralmente ovunque

Ahaha adesso sicuramente meno, ma nei primi giorni in cui giocavo a Pokemon Go ero convinto di vivere nella Batcaverna insieme a Batman (e a Rat-Man, considerando tutti i Rattata presi). Parlando di libri, invece, direi i libri di Rick Riordan. Ho letto tutta la prima serie di Percy Jackson e mi è piaciuta, ho adorato le divinità greche e tutto, ma non finisce più. Se la Rowling si fa desiderare, Riordan ne sforna uno dopo l'altro (non ai ritmi di After però). Per esempio non ho mai letto un libro degli Eroi o il primo della nuova serie su Apollo. Non ci sono difetti o altro, semplicemente mi ha stancato vederne troppi in giro. Forse un giorno potrei anche leggerli, ma per ora sto bene così, grazie. 


Un libro che te ne ricorda altri, ma che ami comunque

A proposito di Percy Jackson e di divinità greche, ho letto qualche mese fa Red Rising di Pierce Brown ed ecco, diciamo che non è proprio il massimo dell'innovazione: una popolazione divisa in classi sociali, un gioco mortale in cui i ragazzi partecipanti si dividono in gruppi secondo casate che corrispondono a dei greci o romani, un povero ragazzo che riesce man mano a insinuarsi nei ceti più alti e che tenterà di sconvolgere l'ingiusto ordine sociale... Divergent, Hunger Games, Maze Runner o se vogliamo 1984 sono titoli noti proprio per questi governi totalitari e per i loro protagonisti "divergenti", che non accettano l'ingiustizia e lottano per cambiare le cose. Ciò che fa la differenza è però uno stile scorrevole, dei personaggi stupendi in contesti diversi dai soliti (il protagonista è già sposato per esempio) e forse quel qualcosa in più che si manifesta in seguito a un world building vasto e ben organizzato. Pierce Brown ha fatto breccia nel mio cuore, contro le aspettative, e non vedo l'ora di leggere il prossimo volume della trilogia.

Un libro o serie che non hai ancora iniziato a leggere per la sua mole

Di solito i libri grossi non mi spaventano: la mia libreria vanta scaffali di Mammut. Ci sono però certe serie in cui non mi sono ancora avventurato proprio perché non sembrano avere fine. Inoltre ho già tanti altri libri da leggere e non sono sicuro di poter trovare altro spazio in cui metterle. Potrei citarvi per esempio i 26 libri di Terry Brooks o la lunga lista di Robin Hobb, ma in particolare mi dispiace non aver mai provato a leggere i libri di Licia Troisi, dal Mondo Emerso in poi. Non mi sono mai informato troppo, ma mi capita spesso di fissarli con uno sguardo smarrito tutte le volte che li incontro in libreria.

martedì 13 settembre 2016

Top Ten Tuesday #35

Eccoci qui. Primo vero post dopo il ritorno.
Per oggi ho pensato di riesumare uno dei miei tipi di post preferiti... le Top Ten! Riparto nello specifico dal tema della scorsa settimana scelto dal blog ideatore, The Broke and the Bookish, ovvero una lista a carattere televisivo. Da mesi, infatti, sono un Netflix-addicted (ma sono sicuro di non essere l'unico) e così ho pensato di consigliarvi 10 serie tv che mi hanno particolarmente colpito ed entusiasmato. C'è da dire però che ne vorrei vedere ancora tante e la vasta scelta mi mette sempre in crisi. Sapete no, quei 10/15 minuti canonici di "vorrei vedere il prossimo episodio di questa, ma chissà come va avanti quest'altra" e "se invece ne iniziassi una nuova...". E dopo questa lunga discussione fra me e me stesso, scelgo al 95% la stessa serie che guardo da giorni finché non termino le stagioni disponibili. Tutto ciò per dire che forse ho trascurato delle perle, ma questo sta a voi deciderlo. Consigliatemi nei commenti qualche nuova serie che avete amato (non necessariamente su Netflix, se non siete abbonati). Sono aperto a nuove alternative.


10 Serie TV Migliori Su Netflix


1. Sense8
Parto dalla migliore, quella che ho amato più in assoluto. Non so neanch'io descrivere come, quando o perché è successo, ma da quando l'ho aggiunta a "la mia lista" è stato amore a prima vista. Non c'è niente e dico niente che cambierei. I personaggi tutti fantasticamente caratterizzati, le ambientazioni variegate, le risate, i momenti tristi, quella fantastica What's Up cantata in gruppo (ora suoneria del mio telefono), le storie d'amore a distanza, i conflitti. Non voglio spoilerarvi niente perché sarebbe un sacrilegio. Questa è l'unica voce della lista che potete prendere non come un consiglio, ma come un dovere. Fatelo per voi stessi, guardate Sense8!






2. Gilmore Girls

Questa non è un originale Netflix, ma da Luglio sono disponibili le 7 stagioni, mentre l'8 (eh già, non sto nella pelle) uscirà a Novembre. Non amo rivedere i film troppe volte e non rileggo quasi mai libri (anche se non mi farebbe male riprenderne un paio), ma questa è l'unica serie in assoluto che non mi stanco mai di vedere. 7 stagioni di abbuffate, pettegolezzi, veloci botta e risposta, damigiane di caffè, risate, momenti tristi e nostalgici, cene del Venerdì, riferimenti culturali, libri, film e musica... il tutto nella bellissima atmosfera del New England. Non so bene neanch'io cosa mi catturi così tanto in questa serie (a parte Alexis Bledel). Sono più un tipo da città che da Stars Hollow, ma questo tipo di ambiente è proprio quello in cui mi piacerebbe vivere, probabilmente più delle ambientazioni fantastiche o immaginarie di cui sono solito parlarvi.

3. Supernatural
Va bene Gilmore Girls, ma non scherziamo: non posso abbandonare per sempre angeli e demoni, vampiri e licantropi e tutte le altre creature fantastiche che popolano le storie di questo mondo. Supernatural non è una storia così innovativa rispetto alla concorrenza (o forse lo è rispetto ad alcune, in quanto credo sia nata prima di molte), ma ha quel qualcosa in più che ti convince a guardare un episodio dietro l'altro. Per ora sono fermo all'ottava stagione (appunto dove si ferma Netflix italia attualmente), ma Sam e Dean sono un duo formidabile: sono dei cacciatori di tutto rispetto con un cuore emotivo e fragile, alla ricerca di valori tradizionali come la famiglia e la giustizia. Due vagabondi in pieno stile "la casa è dove mi porta il cuore".

4. Black Mirror
Se le due serie precedenti rimangono in una cultura pre-totalemente digitalizzata (almeno per le prime stagioni), Black Mirror (prodotta dalla BBC) arriva da un fronte completamente diverso. Si tratta di una serie antologica (ogni puntata corrisponde a una storia diversa) in cui scopriamo il vero volto dell'informatica, al di là dei benefici, cioè cosa si nasconde in realtà dietro gli specchi neri e freddi di smartphone, tablet e computer. Illuminante, cinica, realista. Non si tratta del solito motivetto del "si stava meglio quando si stava peggio" o delle solite riflessioni su come i computer hanno velocizzato questo mondo. Si tratta invece di una serie tv al passo coi tempi che mostra a un mondo già digitalizzato da più di un decennio le conseguenze della sua superficialità. Le invenzioni e le idee geniali che si susseguono senza sosta a cosa porteranno? Siamo davvero convinti di cosa è meglio per noi? Questi sono gli interrogativi che Black Mirror propone. Allo spettatore il compito di rispondere.

lunedì 12 settembre 2016

Nel dubbio, leggo.

Settembre.
Da sempre Settembre è il mese del "come back to" school, work and... books.
Proprio in questo momento allora sento il bisogno di rivedere la mia posizione di blogger e, ancor prima, di lettore. Mai come quest'anno sono stato così vicino e, paradossalmente, così lontano dalla lettura.  Non mi aspetto comprendiate a pieno i miei pensieri (d'altronde sto scrivendo questo post senza uno scopo ben preciso). Il mio ultimo anno di liceo è stato infatti unico, stressante, faticoso, contornato da dubbi e non so bene dove mi abbia portato. Ancora adesso sono in una situazione precaria, in attesa dell'esito dei test universitari.

Ho sempre creduto (e sono ancora di quest'opinione) di essere un lettore onnivoro. Le fasi della mia vita sono da sempre scandite da diverse letture: l'infanzia con i Geronimo Stilton e i Piccoli Brividi per avere un primo approccio con il mondo; le scuole medie e i fantasy per conoscere meglio ciò che ci circonda in una modalità più "soft"; i primi anni di liceo e la riscoperta dei classici come forma mentis; mentre ora... ora, non ne sono certo. Posso aggiungere però di aver scoperto di essere un lettore estremamente "lunatico". Dai periodi di letture senza sosta (binge-reading, per gli addetti ai lavori) passo spesso a periodi di terrificante vuoto. Non per mio volere, ovvio.

Come posso allora continuare a parlare di libri su questo sito se non ho niente di nuovo da dire? O peggio, come posso scrivere post che prosciugano il poco tempo che potrei dedicare ai libri? Da ciò deriva la "pausa" estiva (forzata). Ora sto scrivendo con le note di Good Grief di Bastille (canzone caotica, come me in questo momento) e rifletto sulla possibilità di chiudere il blog. L'università è impegnativa, lo sappiamo tutti. Potrò farcela? 
Ecco. Non lo so, ma ha senso chiederselo? No, decisamente no.
Quello che sto cercando di dirvi è che forse è il momento di cambiare metodo di blogging. Il mio nuovo motto sarà "fare una limonata", ovvero prendere le cose così come vengono. Non voglio essere troppo metodico, per dirlo in altri termini. Spesso ho progettato rubriche e post per poi non pubblicarli perché non mi convincevano. Forse è il momento di scrivere e basta. Scrivere di getto, così come questo post (mi sono ripromesso di non fare una correzione, una volta terminato). Mi piacerebbe recensire diversi libri, anche come serie di veloci discussioni e pensieri, senza perdermi via in troppi fronzoli superflui. Non so quanto durerà quest'euforia, ma, nel dubbio, continuo a leggere. E a scrivere.


Ora sono in una fase super positiva, ho recuperato moltissimi libri: riscoperto King, letto un libro usato dallo Studio Ghibli per uno dei suoi film (Il castello errante di Howl), passato un paio di notti in compagnia di qualche racconto gotico a tema fantasmi, riletto Eragon, finalmente concluso Villette di Charlotte Bronte... 
Ora di fianco a me c'è La diciassettesima luna di Kami Garcia e Margaret Stohl, ma entro domani conto di iniziare un nuovo libro inviatomi dalla Newton Compton, Il gioco del male. Non vi nascondo che in diverse sere sono caduto in un sonno profondo, situazione ben semplificata da questa vignetta di Pat Kinsella. A volte la stanchezza ha la meglio, ma questo mese finalmente respiro. Forse è questa la mia vera "estate". Nessun problema, le scadenze ormai sono passate, devo solo aspettare. E leggere.

Visto che ero in vena, ho riordinato i miei libri (da qualche mese accatastati alla bell'e meglio sui vari ripiani delle due librerie). Li ho ricontati velocemente (sto anche cercando di catalogarli con Excel) e dovrebbero essere 440 circa. Non so cosa pensare. Ho già 18 anni, non sono pochi? Posso fare sicuramente di meglio. Ci sono ancora troppe pagine che voglio sentire tra le mie mani.

mercoledì 18 maggio 2016

Blogtour Glass Sword Terza Tappa: Estratti e Playlist

Ehilà lettori,
come promesso, eccomi qui con un assaggio del secondo libro di Victoria Aveyard, Spada di vetro.
In questa tappa vi proporrò alcune delle frasi che più mi hanno colpito. Ho scelto poi una canzone per ciascuna di queste, così da comporre una playlist associata a questo libro. 

Qui sotto trovare il calendario con le date di ogni tappa.




#1: "L’aria fredda del- la notte mi pizzica il viso scoperto, ma il cielo è assolutamente terso. Niente neve, niente tempeste... per ora. A dire il vero, una tempesta sta per arrivare, che sia io a portarla oppure qualcun altro, e non so proprio chi sopravvivrà per vedere l’alba. "

Proprio così, questa lettura è stata pura tensione. Mi sono chiesto un'infinità di volte come sarebbe andata a finire? Chi sarebbe sopravvissuto? Chi invece avrei pianto? Anche dopo aver messo giù il libro, il mio primo impulso è stato quello di riafferrarlo per non lasciarlo andare.  L'hanno resa una principessa, l'hanno acclamata come regina e l'hanno condotta al castello. In molti ora vorrebbero che non fosse così, lei stessa deve affrontare enormi difficoltà. Qualcosa di grande sta per accadere, non resta che vedere cosa succederà.

Castle - Halsey



I'm headed straight for the castle
They wanna make me their queen
And there's an old man sitting on the throne that's saying that I probably shouldn't be so mean
I'm headed straight for the castle
They’ve got the kingdom locked up
And there's an old man sitting on the throne that's saying I should probably keep my pretty mouth shut

Straight for the castle


#2: "«Non puoi mica controllarlo, Mare» risponde lui, e resta così distante. «Non si può scegliere chi amare. Vorrei tanto che si potesse, credimi, più di ogni altra cosa al mondo.»
Sono a pezzi. La pelle mi va ancora a fuoco, mentre ripenso alla sensazione di poco fa, all’abbraccio di Cal. Ma malgrado tutte le fibre del mio essere siano contrarie, nella parte più profonda di me, volo con la mente oltre la radura, verso due occhi color ghiaccio, una promessa vuota e un bacio a bordo di una barca."


L'amore che lega Cal e Mare tenta di farsi strada, in questo libro, fra le crepe dei loro cuori. Con difficoltà esso emerge nel mezzo delle battaglie e degli scontri, lo si percepisce come un eco lontano, uno grido potente che si è disperso nell'aria, a causa dei tradimenti e della sofferenza, e che ora cerca di riaccendere la fiamma. Una fiamma distruttiva, in grado di avvolgere il mondo. Tentare di allontanarsi l'un l'altro non è possibile, il legame che li unisce è troppo forte. Vorrebbero entrambi che finisse male, che ognuno intraprenda strade diverse per non far soffrire l'altro e per non distrarsi dalla loro missione.

Eyes Shut - Years and Years


And it starts again
You come over with your friends
I don’t want to talk to them
All I really want
Is you to understand that I’m a mess
I know, you’d like me to go wrong
You’d like me to be gone

#3: "Chiunque, qualunque cosa, può tradire chiunque. Anche il tuo stesso cuore."

Tradimenti. Tradimenti. E ancora tradimenti. In questo libro di inganni, vendette e lotta per il potere, emerge come sia difficile credere totalmente in qualcuno e affidargli la propria vita. I novisangue ripongono a fatica la propria fiducia in Mare, il colonnello Farley è restio a permettere a questi di combattere con lui, Cal sarà sempre per i Rossi un Argenteo... Fidarsi è come lasciar cadere un coltello nelle mani di qualcuno. Chiunque segue i propri interessi e anche Mare talvolta è disposta a tutto pur di raggiungere i suoi obiettivi, accettando su di se un duro peso, ma finendo per ferire anche gli altri.

Shot me Down - David Guetta feat Skylar Grey



He didn't even say goodbye
He didn't take the time to lie
Bang bang, he shot me down

Bang bang, I hit the ground

Bang bang, that awful sound
Bang bang, my baby shot me down



#4: "Restare sola è la cosa che più mi spaventa. E allora perché faccio così? Perché respingo le persone a cui voglio più bene? Che cavolo c’è di sbagliato in me?
Non lo so.
E non so come farlo sparire. "

Io credo che il problema di Mare sia il suo cercare di non coinvolgere gli altri, il disperato tentativo di sacrificarsi e immolare se stessa pur di non permettere ai suoi amici e alla sua famiglia di farsi male. Questo è il suo modo di agire, il suo riparo e la sua forza. Ma è anche un modo di isolarsi dagli altri, non si può avvicinarsi a qualcuno, se temi che lo pungerai con le tue spine.

Shelter - Birdy


I find shelter in this way
Under cover, hide away
Can you hear when I say
I have never felt this way

Maybe I had said something that was wrong
Can I make it better with the lights turned on
Maybe I had said something that was wrong
Can I make it better with the lights turned on


#5: "Sono settimane che non mi sento così al sicuro, circondata dalle persone a cui voglio più bene, eppure non ho mai avuto tanta voglia di piangere come in questo momento. Per loro, mi trattengo. Mi raggomitolo su me stessa e sanguino dentro, da sola, dove nessuno può vedermi."


Mare è tremendamente sola in questo libro. Costantemente circondata da chi ama, ma così impaurita e concentrata nel suo desiderio di proteggere gli altri, da trovarsi isolata. Scommette la sua vita, più e più volte, racconta bugie, tradisce, combatte, pianifica... Deve resistere ed essere forte, non solo per se stessa, ma anche per chi la circonda.


I Bet my Life - Imagine Dragons


I know I took the path that you would never want for me
I know I let you down, didn’t I?
So many sleepless nights
Where you were waiting up on me
Well I’m just a slave unto the night

I’ve been around the world and never in my wildest dreams
Would I come running home to you
I’ve told a million lies
But now I tell a single truth

There’s you in everything I do


#6: "Cal punta gli occhi sugli alberi, ma in realtà non li vede. Il suo sguardo è rivolto al passato, a qualcosa di più doloroso. «Elara ha ucciso anche la mia vera madre. E ucciderà tutti noi, se solo gliene daremo occasione.»

Le parole mi escono dure e penetranti, come una lama arrugginita pronta a lacerare la carne. Hanno un sapore celestiale. «Non se l’ammazzo prima io.»

Cal ha molti talenti, però non è una persona violenta. È in grado di uccidere in mille modi diversi, guidare un esercito, mettere a ferro e fuoco un intero villaggio, ma non ci prova il minimo gusto. È per questo che le sue parole mi colgono di sorpresa.

«Quando verrà il momento» dice guardandomi dritto negli occhi «lanceremo una monetina.»
La sua fiamma luminosa si è decisamente oscurata. "

Anche la luce negli occhi di Cal sembra spegnersi. Il principe gentile è ora lacerato dal dolore della perdita e accecato dalla vendetta. Troppo sangue è stato fatto scorrere. Ora ciò che resta da fare è adattarsi alla nuova realtà e rivedere se stessi. Come canta Florence, non è possibili scegliere ciò che rimane e ciò che va via.

No Light, no light - Florence + The Machines



No light, no light in your bright blue eyes

I never knew daylight could be so violent

A revelation in the light of day,
You can’t choose what stays and what fades away


#7: "Mi aggrappo a Cal, Kilorn, Shade e al pensiero di salvare quanti più novisangue possibile, perché mi spaventa di più l’idea di svegliarmi nel vuoto, in un luogo senza amici né famiglia, in cui non sono altro che un fulmine isolato, nel buio di una tempesta solitaria.
Se sono davvero una spada, sono fatta di vetro e sento che comincio a frantumarmi. "

Non riesco a immaginare una canzone migliore. Tutto è in fiamme, guardare fuori dalla finestra è doloro, l'unica salvezza è farsi cullare da una ninna nanna, fare affidamento su chi si ama. Il sole cala, si chiudono gli occhi. Rimane solo l'amore. La guerra rimane fuori dalla porta.

Safe and Sound - Taylor Swift feat The Civil Wars


Don’t you dare look out your window darling
Everything’s on fire
The war outside our door keeps raging on
Hold onto this lullaby
Even when the music’s gone
Gone

Just close your eyes
The sun is going down
You’ll be alright
No one can hurt you now
Come morning light
You and I’ll be safe and sound


E questa era la mia tappa. Spero di avervi incuriosito almeno un po' se non conoscete ancora questo libro. Prima di lasciarvi, però, vi ricordo le regole per il giveaway, al quale potete partecipare compilando il form qui sotto.

Regolamento:
Obbligatorio:
1. Diventare followers dei blog partecipanti;
2. Commentare tutte le tappe;
3. Lasciare un commento a questo post con il proprio indirizzo email
4. Condividere il blogtour su un social a scelta
Optional:
1. Retwettare il giveaway
2. Seguire le pagine dei blog nei vari social (Facebook, Twitter, Instagram...)
3. Seguire la pagina Facebook di Mondadori Chrysalide

domenica 8 maggio 2016

I'm (almost) back!

Buonasera lettori,
da quanto tempo, eh? Spero vi faccia piacere sentirmi di nuovo.
Più di un mese fa, vi ho completamente abbandonato. Se non siete nuovi lettori (siete comunque aumentati un po' nelle ultime settimane, grazie a tutti!), saprete che quest'anno sono in quinta liceo. Eh già, è il mio ultimo anno. Ma mi sta prosciugando. Troppe cose da fare contemporaneamente. E così ne risentono le letture e il blog. Come anticipato dal titolo, non è un vero e proprio ritorno. Per quello dovrò aspettare l'estate. Vorrei anche dirvi che in ogni caso continuerò a seguire gli altri blog, ma mentirei: sono totalmente preso dalle ultime valutazioni e ho abbandonato anche la blogsfera.

Forse questa lontananza non è così malvagia nonostante tutto. Mi aiuterà a capire ciò che voglio trattenere e cosa lasciare andare. Mi piace che La Quintessenza dei Libri si evolva e cresca con me. E poi, come scrisse Dostoevskij, "È nella separazione che si sente e si capisce la forza con cui si ama."  

Ciò che mi manca di più è l'aver escluso altri lettori onnivori come me dalle mie letture, dai miei viaggi. Non ho più avuto modo di parlarvene, ma in queste ultime settimane sono stato dappertutto. Ho visitato la Grecia e le Meteore della Tessaglia, mentre leggevo in quei giorni Amore e Psiche. Ho rincontrato una mia vecchia conoscenza, con cui ho amato dialogare, anche se per poco. Sto parlando di Jane Austen e del suo unico romanzo epistolare, Lady Susan, e dei due romanzi incompleti I Watson e Sanditon. Vi confesso con quale amarezza li ho dovuti lasciar andare, quasi mi fossero strappati via. In un certo senso è così, la morte dell'autrice non le ha permesso di concluderli. Ma la meraviglia di queste letture e la forza espressiva di quest'autrice diviene così ancora più forte: in pochi capitoli, mi ha entusiasmato a tal punto da farmi passare ore a interrogarmi sui possibili sviluppi della trama, totalmente sconosciuta, se non per qualche laconico indizio lasciatoci dal nipote della cara Zia Jane. Sono stato in molti altri posti: a tagliarmi i capelli con Storia di capelli, ho ripercorso sentieri irlandesi già amati con Gente di Dublino e mi sono spinto anche su Marte con Red Rising, un appassionante romanzo dispotico di Pierce Brown. Tanti sono ancora gli itinerari non ancora percorsi, sempre meno il tempo a mia disposizione. Assaporo già quel momento in cui sarò libero di immergermi nelle prossime letture.

Nei prossimi giorni, potreste trovare però qualche sorpresa qui sul blog. Ho in programma una tappa irrinunciabile: il Salone del Libro a Torino, un giorno di "ferie" posso anche prendermelo. Credo di meritarmelo. :'D Pochi giorni dopo, tornerò con il Blogtour di Glass Sword, libro di cui non vedo l'ora di parlarvi. Magari qualche visita sporadica potrei anche farla. Perciò, Stay tuned!

Prima di lasciarvi, però, ho il piacere di condividere con voi una nuova scoperta: Tumblr!
Dopo alcuni suggerimenti, ho deciso di provare ad usarlo e devo dire che non è niente male. Non lo userei mai per scrivere un blog, ma è molto multimediale, permette la diffusione rapida e istantanea di molti contenuti di diverso genere, con una grafica semplice e lineare. Ho quindi creato un profilo, che potete seguire, se vi fa piacere. Non è però legato a La Quintessenza dei Libri, semplicemente un angolo in cui condividere pensieri, citazioni, immagini. Mettiamola così: un Francesco esclusivamente lettore e non blogger.

venerdì 1 aprile 2016

Blogtour Signora della Mezzanotte - Day #5: Recensione

Buonasera lettori,
eccomi qui, dopo aver appena finito di leggere questo meraviglioso libro. Non sapete quanto abbai atteso questo nuovo libro della Clare. Come saprete, se seguite questo blog da tempo, adoro lo stile di quest'autrice, il suo eccellente lavoro di worldbuilding, i personaggi dalle mie sfumature. Fin dal mio primo incontro con la saga Shadowhunters, ero certo che non me ne sarei liberato per un bel po'.
Nella tappa del Blogtour da me ospitata, ho deciso di recensirvi più approfonditamente questo romanzo, fermando sui passaggi che ho adorato.






Titolo: Signora della Mezzanotte
Autore: Cassandra Clare
Genere: Urban Fantasy
Data di pubblicazione: 15 Marzo 2016
Casa editrice: Mondadori
Pagine: 696
Prezzo: 19,00 € cartaceo; 9,99 € ebook

Trama:
Los Angeles 2012. Sono passati cinque anni da quando Emma Carstairs ha perso i genitori, barbaramente assassinati. Dopo il sangue e la violenza a cui ha assistito da bambina, la ragazza ha dedicato la sua vita alla lotta contro i demoni ed è diventata la Shadowhunter più talentuosa della sua generazione. Non ha però mai smesso di cercare coloro che hanno distrutto la sua famiglia e, quando si rende conto che l'unico modo per arrivare ai colpevoli è quello di allearsi con le fate, da anni in lotta con gli Shadowhunters, non si tira indietro. È una partita molto pericolosa, ma Emma, insieme a Julian, suo migliore amico e parabatai, ha tutte le intenzioni di giocarla fino in fondo. Non solo la ragazza potrebbe finalmente vendicarsi, ma per Julian si apre la possibilità di riabbracciare il fratello Mark, che anni prima era stato costretto a unirsi al Popolo Fatato. Inizia così una corsa contro il tempo, un'indagine ricca di colpi di scena, dove i bluff e i doppi giochi non mancano e i sentimenti più profondi sono messi a dura prova. Compreso quello che lega Emma e Julian, forse di natura diversa rispetto a quel legame puro, unico e indissolubile che dovrebbe unire due parabatai.
Il mio pensiero:
Senza deludere le mie aspettative, la Clare mi ha regalato un nuovo straordinario viaggio nel mondo  degli Shadowhunters. Abbiamo già avuto modo di conoscere Emma Carstairs e la famiglia Blackthorn nell'ultimo capitolo della serie The Mortal Instruments, ma cambiano gli scenari. Ci troviamo infatti a Los Angeles, cinque anni dopo gli eventi di Città di fuoco celeste.
Temevo che i personaggi avrebbero rispecchiato molto i protagonisti precedenti, ma sorprendentemente Emma non ha molto in comune con Clary. Al contrario, trovo sia più simile a Jace per certi versi. Combattiva e dolce, conosce bene le sue origini da Shadowhunters. È determinata nelle sue scelte e non si lascia sconfiggere facilmente. Julian, invece, è un ragazzo dolce, ma che ha sofferto molto. Ben presto si è dovuto prendere cura dei propri fratelli, soffrendo per la mancanza di due di questi (Mark ed Helen) e per la perdita dei genitori. I due sono legati dal legame dei parabatai. In questo nuovo libro, scopriamo di più su questo speciale rapporto. La loro storia mi ha tenuto con il fiato sospeso per tutte le 700 pagine.

«Sono quasi annegato, all’Istituto! Ho vomitato acqua! L’acqua che stavi respirando tu, Emma!»
Lei lo fissò, scioccata. Cercò di puntarsi sui gomiti. Sentiva i capelli pesanti, zuppi d’acqua, che la tiravano giù come un peso. «Com’è possibile?»
«È possibile eccome!» Fu come se la voce gli esplodesse dal petto. «Siamo legati, Emma, legati l’uno all’altra. Respiro quando tu respiri, sanguino quando tu sanguini, io sono tuo e tu sei mia, lo sei sempre stata, così come io sono sempre, sempre appartenuto a te!»

mercoledì 24 febbraio 2016

Recensione La notte che ho dipinto il cielo

Cari lettori,
in quest'ultimo periodo molti sono stati gli impegni che mi hanno trattenuto dal dedicarmi alla lettura o al blogging e, viste le recenti delusioni in materia di libri, non avrei mai creduto di poter trovare una perla del genere in un mare di cliché e banalità. Questo libro mi ha lasciato senza fiato, tanto che avrei voluto essere amico dell'autrice per chiamarla al telefono e conversare con lei per ore sulla storia. Prima di proseguire, vi avverto: questo libro vi farà diventare dei terribili bugiardi. Mentirete e troverete moltissime scuse, pur di rimanere soli con Lucille, Wrenny, Digby ed Eden.

Titolo: La notte che ho dipinto il cielo
Autore: Estelle Laure
Genere: Young Adult
Data di pubblicazione: 16 Febbraio 2016
Pagine: 315
Casa editrice: De Agostini
Prezzo: 14,90 € cartaceo; 6,99 € ebook

Trama:
Quanti volti ha l'amore? Per Lucille, diciassette anni e una passione per l'arte, l'amore ha il volto della sorellina Wrenny. Wrenny che non si lamenta mai di niente, Wrenny che sogna un soffitto del colore del cielo. E poi ha il volto di Eden. Eden che è la migliore amica del mondo. Eden che sa la verità. Quella verità che Lucille non vuole confessare nemmeno a se stessa: sua madre se n'è andata di casa e non tornerà. Ora lei e Wrenny sono sole, sole con una montagna di bollette da pagare e una fila di impiccioni da tenere alla larga. Prima che qualcuno chiami i servizi sociali e le allontani l'una dall'altra. Ma è proprio quando la vita di Lucille sta cadendo in pezzi che l'amore assume un nuovo volto: quello di Digby. Digby che è il fratello di Eden, Digby che è fidanzato con un'altra e non potrà mai ricambiare i suoi sentimenti. O forse sì? L'unica cosa di cui Lucille è sicura è che non potrebbe esserci un momento peggiore per innamorarsi...

Il mio pensiero:
Nella mia esperienza di lettore, ho incontrato molti libri e, allo stesso modo, molti tipi di letture. Mi è capitato di leggere per istruirmi, per divertirmi, per passare il tempo, per sognare. Questa lettura non saprei davvero come definirla. Non ci sono mondi fantastici o eroi, forzature o virtuosismi. Solo la concretezza e il realismo di un mondo perfettamente inquadrato dall'autrice nella sua durezza e nelle sue problematiche. I personaggi non sono perfetti, bellissimi, magnifici, ma semplicemente umani, ovvero affrontano difficoltà comuni a molte persone, sbagliano, cadono, si rialzano e imparano. Non sono Superman, ma Clare Kent. Sono eroi nella loro debolezza.

Fiducia. Cosa significa, veramente? Quando ti fidi di qualcuno è come consegnargli il coltello con cui poterti pugnalare.

Lucille, infatti, non si lascia abbattere, ma combatte. Sono passati giorni, settimane da quando la madre se n'è andata, ma questo non basta a sconfiggerla. Si rimbocca le maniche e trova un lavoro per  pagare le bollette e curare sua sorella. In questo, Lucille è un modello da seguire: il non demoralizzarsi, la scoperta di una forza che non si pensava di possedere. 

Che senso ha vivere, se non sei disposto a lottare per ciò che di vero hai nel cuore, se non sei disposto a rischiare qualche ferita?
Bisogna infuriarsi.


La trama di questo libro mi ha da subito attirato, ma, all'inizio della lettura, non sapevo bene a cosa stavo andando incontro. Una storia d'amore? Una tragedia familiare? Amicizia? Odio? Follia? Ora la mia risposta è "Sì, tutto questo. E molto di più". Non c'è niente di scontato in questo romanzo perché è proprio come la vita: imprevedibile. La protagonista si trova in mezzo a conflitti su più piani: due genitori instabili, che non riescono a reggere il peso delle proprie responsabilità; una sorella a cui badare; le spese a cui non aveva mai fatto caso: un'amicizia fortissima che sembra vacillare sotto le difficoltà del momento e, infine, un amore puro, sincero. Un amore che come un fiore in una crepa, cerca di farsi spazio e di crescere. Non sempre c'è l'opportunità di ricevere luce, attenzione, ma, quando sboccia, pare un miracolo in mezzo a un turbine di sofferenza. 

Esiste uomo tanto codardo da non preferire cadere almeno una volta piuttosto che vacillare in eterno? La maggior parte delle persone passa la vita a vacillare. Non si concedono mai di cadere, neanche di provarci. Vanno avanti a fare quello che pensano di dover fare. Non cercano mai di scoprire qual è la loro vera natura, perché significherebbe tirare fuori un coraggio che molti non hanno.

Le ambientazioni sono perfettamente in linea con la storia. C'è un'armonia tra lo stato d'animo di Lucille e il mondo che la circonda: uno stesso giardino diventa, prima, teatro di orrore e spavento e poi un rigoglioso regalo ad opera di un "angelo custode"; un posto segreto, dimenticato e al riparo da tutto e tutto, si può trasformare in un attimo in un luogo pericoloso. Come un fiume in piena, le emozioni esplodono, non c'è modo di controllarle. Leggendo queste pagine, mi sono commosso, ho sofferto, mi sono arrabbiato, ho riso e mi sono emozionato. La penna dell'autrice ha tracciato un meraviglioso percorso di crescita, composto da devastanti dolori e bellissimi amori. Come molti sono i motivi per cui si teme un crollo della protagonista, molti sono anche i sostegni che non pensava di ricevere. Angeli custodi, migliori amiche, sorelle inseparabili, innamorati in cerca di una possibilità. Ognuno di questi è una luce che risveglia aspetti, facoltà, tratti sopiti nella personalità della ragazza. Forse troppo giovane per occuparsi di una casa e dei conti da pagare, l'arte riesce comunque a mostrarsi in lei. Non ci sono più freni, la salita sembra finire. Dipinge, colora, illumina

Com'è possibile che una persona si trasformi da un semplice accessorio di quella casa che è la tua vita - un bel tavolino, per esempio - nelle sue stesse fondamenta, nel suo impianto idraulico, in quella trave portante senza la quale l'intera struttura crollerebbe? Com'è possibile che una minuscola e anonima stella diventi il tuo Sole?

C'è solo un problema in tutto questo: la storia è finita troppo presto. Avrei voluto leggere ancora e ancora. Ho molti quesiti su come procede la storia e nella mia testa questi personaggi si muovono ancora, non trovano pace. L'autrice lascia a noi intendere, ma avrei amato farmi avvolgere dalle sue parole per altre centinaia di pagine. 

Non posso che non consigliarvi caldamente questo libro perché è una lettura senza età, scorrevole e piacevole, istruttiva e originale, in una parola, vera. Come scriveva John Ruskin (e come recita il mio segnalibro), ci sono "libri per l'adesso e per il sempre". Io non ho dubbi per quanto mi riguarda, è un libro che si è assicurato un posto nel mio cuore. E non credo se ne andrà facilmente.

Voto:

martedì 9 febbraio 2016

Blogtour Running in the Dark: 2° Tappa


Cari lettori,
quest'oggi vi presento un libro che sta venendo in questi giorni pubblicizzato da diversi blogger americani. È infatti in corso un blogtour al quale ho anch'io preso parte. In questa tappa vi lascerò un estratto. Sarà in grado di convincervi a leggerlo?


Running in the Dark
Inger Iversen
(Running in the Dark #1)
Publication date: February 8th 2016
Genres: ParanormalYoung Adult

He is known only as Trace—because he leaves no trace of his victims behind.
A deadly Russian slayer, Trace’s life has always revolved around death. Death, and preventing humankind from learning about the legendary creatures of the night. But now his position as a Watcher has become a prison, and dealing death for the Vampire Nation isn’t as prestigious as he once believed it to be.
College dropout Bessina Darrow has witnessed things she isn’t permitted to see, a simple case of wrong place at the wrong time putting her life in danger. When Bessina becomes his new mark, Trace is prepared to eliminate her—until he discovers a way out for them both.
Protecting Bessina means defying the leaders of the Nation, an act that has them both running for their lives. The more Trace fights to disappear from danger, the more he unravels the secrets crafting his world—secrets he must unveil in order to finally save a life, instead of destroy it. Okay , I can do that. 

lunedì 8 febbraio 2016

Zibaldone di Pensieri #2: Ebook vs Cartaceo

Buongiorno lettori,
quest'oggi ho pensato di proporvi una nuova riflessione sul mondo dei libri e vorrei farlo con questa rubrica. La scorsa volta vi ho parlato del "perché leggere i classici" e, prima di tutto, vi vorrei ringraziare per i bellissimi commenti e il sostegno datomi. Mi ha fatto davvero piacere leggere le vostre opinioni. Grazie ancora, siete stati tutti gentilissimi. \(^-^)/ Con questo secondo post, cambio invece argomento. Da un po' di tempo, sto infatti pensando alla questione ebook vs cartaceo. Mi piacerebbe quindi condividere con voi le mie conclusioni.

Rubrica a cadenza casuale in cui darò spazio a riflessioni, pensieri, critiche, osservazioni e idee "confuse" e senza ordine sul mondo dei libri, dell'editoria, della scrittura e del blogging. Un altro modo per "ragionare" attorno alla lettura.
Navigando in rete, ho trovato una bellissima definizione del 2016. Siamo nel 9 A.K. (after Kindle). Il Kindle è infatti uscito da 9 anni e l'obiettivo che era stato proposto, ossia quello di soppiantare la lettura dei libri cartacei, non credo si sia avverato. Le vendite sono aumentate nei primi anni esponenzialmente, ma leggendo i dati dell'AIE, l'associazione degli editori, le vendite degli ebook sono in calo. Ciò non significa che tutti stanno tornando al cartaceo. Semplicemente credo non esista una crescita infinita: una volta che si sarà digitalizzata una parte dei lettori, diventeranno sempre meno quelli che potrebbero digitalizzarsi. Tutto qui.

Sinceramente, credo si possa parlare tranquillamente di morte della morte dei libri. La fine del cartaceo è un qualcosa che non si dovrebbe temere. I libri non sono un qualcosa che andrà fuori moda. Sono secoli che vengono letti e per secoli si andrà avanti così. Vi faccio un esempio concreto: i vinili. Fino a un decennio da nessuno credeva che sarebbero tornati di moda. Ora nelle grandi città trovi molti negozi che vendono solo quelli. Chiamatelo vintage, retrò, inventate una nuova parola, non importa. I vinili hanno un suono migliore? Sono un pezzo d'arredamento? Mah, non so. Però la gente ancora li compra. E che ne è stato dei CD, degli iPod e di iTunes? Beh, sono ancora lì. E altri li comprano.

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