Nel dubbio, leggo.

Settembre.
Da sempre Settembre è il mese del "come back to" school, work and... books.
Proprio in questo momento allora sento il bisogno di rivedere la mia posizione di blogger e, ancor prima, di lettore. Mai come quest'anno sono stato così vicino e, paradossalmente, così lontano dalla lettura.  Non mi aspetto comprendiate a pieno i miei pensieri (d'altronde sto scrivendo questo post senza uno scopo ben preciso). Il mio ultimo anno di liceo è stato infatti unico, stressante, faticoso, contornato da dubbi e non so bene dove mi abbia portato. Ancora adesso sono in una situazione precaria, in attesa dell'esito dei test universitari.

Ho sempre creduto (e sono ancora di quest'opinione) di essere un lettore onnivoro. Le fasi della mia vita sono da sempre scandite da diverse letture: l'infanzia con i Geronimo Stilton e i Piccoli Brividi per avere un primo approccio con il mondo; le scuole medie e i fantasy per conoscere meglio ciò che ci circonda in una modalità più "soft"; i primi anni di liceo e la riscoperta dei classici come forma mentis; mentre ora... ora, non ne sono certo. Posso aggiungere però di aver scoperto di essere un lettore estremamente "lunatico". Dai periodi di letture senza sosta (binge-reading, per gli addetti ai lavori) passo spesso a periodi di terrificante vuoto. Non per mio volere, ovvio.

Come posso allora continuare a parlare di libri su questo sito se non ho niente di nuovo da dire? O peggio, come posso scrivere post che prosciugano il poco tempo che potrei dedicare ai libri? Da ciò deriva la "pausa" estiva (forzata). Ora sto scrivendo con le note di Good Grief di Bastille (canzone caotica, come me in questo momento) e rifletto sulla possibilità di chiudere il blog. L'università è impegnativa, lo sappiamo tutti. Potrò farcela? 
Ecco. Non lo so, ma ha senso chiederselo? No, decisamente no.
Quello che sto cercando di dirvi è che forse è il momento di cambiare metodo di blogging. Il mio nuovo motto sarà "fare una limonata", ovvero prendere le cose così come vengono. Non voglio essere troppo metodico, per dirlo in altri termini. Spesso ho progettato rubriche e post per poi non pubblicarli perché non mi convincevano. Forse è il momento di scrivere e basta. Scrivere di getto, così come questo post (mi sono ripromesso di non fare una correzione, una volta terminato). Mi piacerebbe recensire diversi libri, anche come serie di veloci discussioni e pensieri, senza perdermi via in troppi fronzoli superflui. Non so quanto durerà quest'euforia, ma, nel dubbio, continuo a leggere. E a scrivere.


Ora sono in una fase super positiva, ho recuperato moltissimi libri: riscoperto King, letto un libro usato dallo Studio Ghibli per uno dei suoi film (Il castello errante di Howl), passato un paio di notti in compagnia di qualche racconto gotico a tema fantasmi, riletto Eragon, finalmente concluso Villette di Charlotte Bronte... 
Ora di fianco a me c'è La diciassettesima luna di Kami Garcia e Margaret Stohl, ma entro domani conto di iniziare un nuovo libro inviatomi dalla Newton Compton, Il gioco del male. Non vi nascondo che in diverse sere sono caduto in un sonno profondo, situazione ben semplificata da questa vignetta di Pat Kinsella. A volte la stanchezza ha la meglio, ma questo mese finalmente respiro. Forse è questa la mia vera "estate". Nessun problema, le scadenze ormai sono passate, devo solo aspettare. E leggere.

Visto che ero in vena, ho riordinato i miei libri (da qualche mese accatastati alla bell'e meglio sui vari ripiani delle due librerie). Li ho ricontati velocemente (sto anche cercando di catalogarli con Excel) e dovrebbero essere 440 circa. Non so cosa pensare. Ho già 18 anni, non sono pochi? Posso fare sicuramente di meglio. Ci sono ancora troppe pagine che voglio sentire tra le mie mani.

3 commenti:

  1. Ciao Francesco, anche per me è stato un anno intenso e pieno di cambiamenti - e lo è tuttora - e capisco perfettamente che può diventare difficile aggiornare il blog come un tempo. Anche io mi sono data dei limiti, di certo non mi piace, ma desidero avere tempo anche per la mia vita al di fuori della blogosfera e godermi gli eventi che si mettono sul mio cammino.
    Tutto ciò per dire che comprendo e concordo con le tue parole e la tua scelta, adoro il tuo angolino e leggerò sempre con piacere i tuoi post, con errori o senza ♥

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    1. Grazie Silvia per la comprensione e per le belle parole! Era proprio ciò di cui avevo bisogno. :)

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  2. Ciao Francesco! Bentornato! Capisco i tuoi dubbi, l'università è impegnativa, sicuramente ci saranno dei momenti in cui il blog sarà l'ultimo dei tuoi pensieri, però prendere tutti con i tuoi ritmi può davvero aiutarti. Il blog è una passione, una nostra creatura, quindi vedrai che soprattutto durante gli anni universitari questa valvola di sfogo sarà piacevole da avere a portata di mano. La mia esperienza personale è stata proprio questa, ho aperto il blog durante il mio periodo universitario meno piacevole e mi sono accorta che mi ha aiutata a rilassarmi e concentrarmi anche su altro.
    A presto!
    Ps Good grief è una delle mie canzoni del momento *-*

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