sabato 26 dicembre 2015

Recensione La lettera scarlatta

Bentornati lettori,
quest'oggi ho pensato di lasciarsi il mio commento e le mie impressioni sull'ultimo libro che ho letto. Non si tratta però di uno dei miei ultimi acquisti. Non so bene perché io abbia deciso di leggerlo in questo periodo. Forse perché a scuola ho studiato Madame Bovary, libro sempre legato all'adulterio. Forse perché la solita "scintilla" che detta le mie letture mi ha comandato di farlo. Forse per il richiamo al rosso del periodo natalizio. Okay, magari quest'ultima è la meno probabile. XD Ciò che è però rilevante è che finalmente ho avuto l'occasione di leggere questo classico così famoso, ma di cui non conoscevo nemmeno la storia.

Titolo: La lettera scarlatta
Autore: Nathaniel Hawthorne
Genere: Narrativa
Data di pubblicazione: 1850
Pagine: 121
Casa editrice: Newton Compton
Collana: Live
Prezzo: 0,99 €


Trama:
La giovane Ester Prynne, condannata per adulterio nella puritana Boston, sarà costretta a portare per sempre sul seno una fiammeggiante, scarlatta, lettera A. La A di adulterio, naturalmente. Ma anche di Arte, di America: "La lettera scarlatta", libro che rese celebre il nome di Nathaniel Hawthorne, è un mirabile esempio di fusione tra la perfezione della trama, la caratterizzazione dei protagonisti e la ricchezza dello stile. Hawthorne fa di Ester un personaggio esemplare: condanna la terribile rigidità puritana, riconosce la violenza di cui la società si rende colpevole, ma non assolve la protagonista, anche se le dona tutta la sua compassione, la sua pietà.

Il mio pensiero:
Solitamente non consiglio mai edizioni di libri. Credo di essermi lasciato andare qualche volta a elogi verso qualche stupenda edizione rilegata, ma in questo caso vorrei farvi notare il prezzo del libro. 0.99 € e stiamo parlando di un cartaceo. Sia questa collana che quelle dei Mammut e dei Mini-mammut sempre della Newton Compton, mi rendono sempre felicissimo. Trovo stupendo il loro incoraggiamento alla lettura dei classici con un prezzo davvero basso. Mi sento quasi un ladro tutte le volte che mi porto a casa qualche capolavoro per meno di 1 € o 2 € per i Live Deluxe. Certamente ci sono edizioni più belle e lussuose, ma in questo caso sento davvero che la lettura può raggiungere chiunque. Torniamo però al libro.

XVII secolo. Boston puritana. Hester Prynne (o Ester a seconda delle edizioni), macchiatasi del "peccato imperdonabile" dell'adulterio, è costretta a portare sul petto l'A scarlatta di adulterio, così da evidenziare in ogni momento le sue malvagie azione. Ora ha una figlia, Perla, ma non vuole rivelare il nome del padre, così da non gettare nel fango anche il suo nome. Viene portata sul patibolo nella piazza principale per permettere ad ognuno di osservare il suo volto e giudicarla, ma la donna non cede e tiene segreto il nome dell'amante. Nel frattempo il marito creduto morto, noto nella colonia come Ruggero Chillingworth, torna dal vecchio mondo, fa promettere ad Hester di mantenere segreta la sua identità e inizia ad indagare sull'uomo misterioso. Non vi rivelerò ora chi è il padre della bambina, ma leggendo il romanzo lo si intuisce facilmente. 


Da sottolineare, secondo me, è che l'autore, Nathaniel Hawthorne, scriva il libro a distanza di qualche anno dalla morte di Jane Austen e poco prima della pubblicazione dei libri delle sorelle Bronte. Gli stili sono molto diversi. Bisogna però segnalare che si tratta di letteratura americana, non inglese, e che il linguaggio e la narrazione derivino anche dal voler rappresentare una storia di 200 anni prima. In questo mi ha ricordato immediatamente Manzoni e "I Promessi Sposi". La scelta di termini antiquati si deve al voler riprodurre l'aulico linguaggio puritano. I periodi sono lunghi e descrittivi. Come avrete intuitivo, si parla di un libro che difficilmente si presta ad essere attualizzato. La mentalità austera della popolazione, i giudizi freddi, gli sguardi umilianti sono qualcosa di fortemente intrinseco all'epoca e al contesto storico. L'adulterio veniva giudicato il peggiore atto possibile. Un parente dell'autore John Hathorne fu un famoso giudice nei processi alle streghe di Salem che si occupò anche di coppie di amanti. La loro pena fu inizialmente quella di essere uccisi pubblicamente, poi si trasformò in punizioni corporali pubbliche e infine fu sostituita dalla A scarlatta, umiliante, ma almeno non così brutale, da cucire e portare sul petto per tutta la vita. Nathaniel considerò questa mentalità incivile, volle differenziarsi dagli altri cittadini e dai parenti, aggiungendo nel suo cognome una "w". Divenne infatti Nathaniel Hawthorne. 

Come spiegato nella prefazione, questa storia di passioni e debolezze umane potrebbe essere vera e provenire da un manoscritto ritrovato dall'autore stesso. Piccolo consiglio: forse troverete questa introduzione estremamente noiosa e poco interessante. Non abbandonate la lettura, semplicemente saltatela. L'intento dell'autore era quello di fornire delle considerazioni ideologiche sul proprio tempo, ma io credo alla fine risulti fortemente slegata dalla storia principale.

"Per l’uomo falso, tutto l’universo non è vero, e quando cerchi di afferrarlo stringi un pugno di mosche: è impalpabile. E lui stesso, fino a quando si mostrerà sotto una luce falsa, sarà un’ombra, una cosa che non esiste più."

Oltre a questo intervento in prima persona, il resto del libro è un'alternanza di scene corali (quella al patibolo senza dubbio la più importante), dove emerge il pensiero comune che continua a distanza di anni a punire Hester, e momenti in cui i sentimenti dei personaggi vengono alla luce aiutati dall'incanto e dalla forza della natura o dalla protezione del buio offerta dalla notte.

Credo che però uno degli aspetti più interessanti da trattare siano i personaggi, in primo luogo Hester.
Questa donna si dimostra forte, coraggiosa, tenace. Ha un forte istinto protettivo verso sua figlia, per quanto concerne la sua educazione, e vero la stessa società che la considera un'emarginata, restituendo a questa aiuto e supporto ai più bisognosi. Non è certo una donna santa, come ricorda il simbolo che è costretta a indossare, ma, nonostante la colpa, non si lascia piegare fino in fondo e mantiene la propria integrità. Il solo vivere in una casupola lontana dalle altre case, demarca ulteriormente la sua lontananza non solo fisica, ma anche spirituale e morale. 
Il marito, invece, è l'incarnazione del male. Si lascia andare ad odio, ira e vendetta. Non cede al male per qualcosa di accidentale come la passione dei due amanti, ma per sua volontà. E questo, secondo me, è anche peggio. 
Mentre Hester porta il marchio per entrambi e subisce umiliazioni pubbliche, l'amante è logorato per anni da tormenti interiori dell'anima che più e più volte tenta di confessare, ma che vengono fraintesi dalla comunità per l'ambiguità oratoria.
Perla, infine, è una bambina dotata di vigore fisico, una grazia perfetta e di una personalità talvolta paragonabile a un folletto o a uno spiritello del bosco (sintomo delle credenze ancora medioevali nella magia e nell'occulto). Interessata al mondo degli adulti e ai legami che uniscono questi, pone spesso domande impertinenti e fuori luogo e ha atteggiamenti provocatori, così da mette in moto la vicenda. Per la sua giovanissima età, la ritengo però un po' forzata e soprattutto mi ha lasciato qualche dubbio il suo repentino passaggio da bimba adorabile a possibile frutto di demoniaci eventi. A vicenda risolta, si trasformerà completamente, non avendo più la necessità di indagare sugli adulti.

“Nessun uomo può, per un tempo considerevole, portare una faccia per sé e un’altra per la moltitudine, senza infine confonderle e non sapere piú quale delle due sia la vera.”

Nel complesso, lo giudico un romanzo che fornisce una perfetta e capillare testimonianza del suo tempo. I personaggi sono affascinanti, seppur poco moderni e la società irrazionale e fanatica dal quale essi tentano di fuggire ha un gusto romantico che viene declinato poi con una visione di una condizione oppressa dal peccato e dal senso di colpa alla quale la visione puritana offre poche vie di redenzione.

Voto:

4 commenti:

  1. Qualche tempo fa ho recuperato questo titolo che da secoli mi veniva consigliato. Purtroppo non sono stata capace di apprezzarlo. :(
    Probabilmente questo è dovuto al periodo in cui l'ho letto o, banalmente, questa lettura non faceva per me. Forse in futuro valuterò una rilettura!
    Buone feste :D

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    1. Comprendo le tue ragioni. Ho infatti sottolineato la difficoltà per un lettore moderno di entrare nell'atmosfera puritana, senza che questa risulti troppo opprimente.
      Buone feste anche a te! :)

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  2. Ciao! Anch'io ho questa edizione del libro e le trovo fantastiche, appunto, per il prezzo!
    Il libro mi è piaciuto e sicuramente deve essere guardato con l'ottica di un periodo e un luogo diversi dal nostro, ma anche dai classici inglesi a cui siamo maggiormente abituati.
    Questo libro è stato inserito in chiave molto moderna nel film Easy, ripercorre alcune piccole parti del romanzo ed è stato molto carino e attualizzato al meglio =)

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    Risposte
    1. Intendi Easy Girl vero? L'ho visto anch'io e in effetti ora ricordo alcuni particolari, primo fra tutti il vestito con la A scarlatta. :)

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